L’Istituto Tecnico Industriale Vittorio Emanuele III non deve cambiare nome

Nelle polemiche sulla vicenda degli studenti dell’Istituto Tecnico Industriale Vittorio Emanuele III di Palermo, ai quali evidentemente la Professoressa Maria Rosa dell’Aria non aveva spiegato che non è corretto equiparare le leggi razziali e il decreto sicurezza, si inserisce oggi la Senatrice a vita Liliana Segre per chiedere che l’Istituto cambi nome del Re che “ha messo la sua firma sulle leggi razziali”.

L’Unione Monarchica Italiana ricorda alla Senatrice Segre che, “processato”, ad iniziativa della Comunità Ebraica di Roma, per aver promulgato, dopo tre rifiuti, le leggi approvate dal Consiglio dei Ministri e votate da Camera e Senato, il Re Vittorio Emanuele III è stato assolto da ogni addebito. Un Re costituzionale s’inchina al volere delle Camere. Alla stessa Senatrice i monarchici ricordano che, ripresi i poteri statutari dopo il 25 luglio 1943, sulla base del voto del Gran Consiglio del Fascismo all’ordine del giorno Grandi, che espressamente intendeva ripristinare “la legalità costituzionale”, il Re Vittorio Emanuele III ha congedato Mussolini con un atto che i giuristi “di sinistra” continuano a ritenere un colpo di Stato, ha portato l’Italia fuori da una guerra, non voluta dagli italiani e da Lui stesso subita, ed ha abrogato le leggi razziali che apertamente aveva aborrito.

L’Unione Monarchica Italiana invita la Senatrice Segre e tutti coloro che si occupano di fatti storici di rispettare sempre la verità, ad onore dei protagonisti e perché i giovani sappiano e siano messi in condizione di giudicare.

Roma,22.05.2019

 Il Presidente Nazionale

Avv. Alessandro Sacchi

 

Al seguito del susseguirsi di notizie di indagini giudiziarie che interessano amministratori pubblici, dello Stato, delle regioni e degli enti locali, l’Unione Monarchica Italiana richiama le forze politiche all’esigenza di un controllo rigido dei requisiti di moralità di quanti vengono indicati per cariche di governo della comunità nazionale e locale e proposti alle scelte dell’elettorato. Nel pieno rispetto dell’autonomia e del ruolo della Magistratura i monarchici italiani ritengono che debbano essere, in primo luogo, i partiti ad allontanare dalle cariche pubbliche coloro che sono fondatamente sospetti di condotte moralmente scorrette o penalmente rilevanti. Ciò al fine di evitare che si accresca nei cittadini quel distacco dalla vita politica testimoniato dal diffuso assenteismo nelle competizioni elettorali.                

Roma, 19.04.2019

Il Presidente Nazionale
Avv. Alessandro Sacchi

I monarchici per la riforma dello Stato

Il dibattito di questi giorni, che vede contrapposti i partiti di governo sul futuro delle province, dimostra, da un lato, la scarsa conoscenza del ruolo prezioso di questi enti, legati alla storia, alla cultura, all’economia ed all’ambiente delle comunità locali, dall’altro, mette in risalto l’esigenza, indilazionabile, di riconsiderare l’assetto complessivo dello Stato a livello territoriale e delle attribuzioni degli enti che lo costituiscono.

L’Unione Monarchica Italiana ritiene da tempo che vada profondamente rinnovato l’assetto degli enti territoriali, le regioni, le città metropolitane, le province e i comuni, nella disciplina della loro autonomia e nelle rispettive attribuzioni, in funzione delle esigenze dei cittadini sempre più disorientati dalla sovrapposizione di competenze che rendono globalmente la Pubblica Amministrazione assolutamente inefficienze anche ai fini del raggiungimento degli obiettivi dei diversi livelli di governo come delineati dall’indirizzo politico emerso in sede elettorale.

Chi ha memoria delle vicende italiane sa che l’Amministrazione pubblica un tempo additata per la sua efficienza è sempre più irriconoscibile. Basti pensare che una struttura di eccellenza come il Genio Civile, che ha unificato l’Italia e l’ha ricostruita rapidamente nelle infrastrutture industriali, ferroviarie, stradali e civili dopo la prima e la Seconda guerra mondiale, è stata progressivamente smantellata insieme ad altre, come drammaticamente dimostrato dalla omessa prevenzione dell’assetto idrogeologico del territorio in occasione delle calamità naturali che hanno colpito il Paese e nei successivi interventi di ricostruzione. Responsabilità grave della politica, resa palese, da ultimo, nel caso del terremoto di Abruzzo, Lazio, Umbria e Marche, dall’abbandono totale di quanti hanno subito gravi danni con pregiudizio anche delle attività economiche.

Per contribuire al dibattito sulla riforma dello Stato l’Unione Monarchica Italiana ha istituito un Comitato di Studio che, con l’apporto di varie professionalità, si propone di avanzare proposte concrete per un’Italia rinnovata nell’efficienza, al servizio del cittadino.

Roma.06.05.2019

Il Presidente Nazionale

Avv. Alessandro Sacchi

 

Si è svolto in Roma, presso l’Hotel Massimo D’Azeglio, sabato 23 u.s., il Consiglio Nazionale dell’Unione Monarchica Italiana. Presente la maggioranza degli aventi diritto, la riunione è stata aperta da un minuto di silenzio in ricordo di due amici recentemente scomparsi, Marco Grandi e Camillo Zuccoli. È stata data poi lettura del messaggio di saluto di S.A.R. il Principe Amedeo di Savoia, Capo della Casa, e di S.A.R. il Principe Aimone di Savoia, che ne ha affidato la consegna al Dott. Fabrizio Servente, Senatore del Regno.

Il Presidente Nazionale dell’U.M.I., Avv. Alessandro Sacchi, aprendo i lavori, ha tenuto una relazione sulle numerose e riuscite manifestazioni ed iniziative varie sul territorio, che confermano l’espansione dell’Associazione anche in zone dove siamo stati poco presenti negli ultimi anni. Ha illustrato, poi, il programma di massima dei prossimi mesi, rappresentando al Consiglio la necessità di tenere in autunno un Congresso Nazionale, che sia occasione di riflessione e di ulteriore rilancio.                                                   

Ha annunciato la ripresa della consuetudine di tenere il Convegno Nazionale formativo per il Fronte Monarchico Giovanile, che avrà luogo dopo l’estate, probabilmente in Abruzzo. Ha comunicato la nomina della Dott.ssa Patrizia Patanè quale Delegata Nazionale per il Movimento Femminile, ed ha proposto, infine, la cooptazione di alcuni nuovi consiglieri nazionali. Numerosi e seguiti gli interventi dei presenti nel successivo dibattito. Fra gli altri, l’On. Giuseppe Basini ha chiesto al Consiglio Nazionale, ai sensi dell’Art.6 dello Statuto dell’Associazione di potere aderire con la sua associazione, “Destra Liberale”, all’Unione Monarchica Italiana.

Il Consiglio Nazionale, al termine della giornata di lavori, ha deliberato all’unanimità la cooptazione dei nuovi Consiglieri Nazionali, nelle persone di Gianluca Cocco, Marco Palmisano, Stefano Papa, Carlo Sangiorgi, Claudio Giovanelli, Amedeo di Maio e Renzo Gigante, nonché l’ingresso nella nostra associazione della Destra Liberale, ai sensi e per gli effetti dell’art.6 dello Statuto.

È stato nominato il Comitato Nazionale Politico Organizzativo, delegato alla preparazione del XIII Congresso Nazionale, che si terrà a Roma nel mese di Novembre 2019, presieduto dal Prof. Salvatore Sfrecola e composto dagli Avvocati Paolo Albi, Marco Gramegna, Edoardo Pezzoni Mauri e dal Dott. Gianni Cipollone. Alle 17.30, il Presidente ha sciolto la seduta. 

Il tavolo della Presidenza

Il Consiglio Nazionale